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Fra le 65.000 bottiglie conservate nella meravigliosa cantina de La Ciau del Tornavento c'√® anche il Barbaresco Vanotu #Pelisseroūüćĺ Ricavata nel tufo della collina, la cantina di questo storico ristorante situato a pochi minuti dalla nostra azienda vitivinicola √® uno spettacolo per gli occhi di chi ama il vino e la storia del territorio. Ci siete mai stati? #PelisseroRacconta

‚ÄĚLega le botti di legno di quercia con il piombo e fasciale con tralci di vite secca, poi introduci nelle fessure del mastice fatto di cera, resina e zolfo sciolti sul fuoco ed ai quali aggiungerai gesso per renderlo denso e con esso spalma anche le botti‚ÄĚ. Questa √® la prima descrizione documentale che ci √® pervenuta circa la fabbricazione delle botti: a scriverla fu Catone (II secolo A.C.), che spesso tratt√≤ argomenti legati alla viticoltura. I contenitori in legno soppiantarono i vasi in terracotta, usati in antichit√† per il trasporto di vino e altri liquidi, vista la loro maggiore resistenza e praticit√†. Dalla sola funzione di trasporto, le

Il #Barbaresco √® un vino DOCG piemontese. La zona di origine delle uve atta a produrre i vini a denominazione di origine controllata e garantita ¬ęBarbaresco¬Ľ comprendente i territori gi√† delimitati con decreto ministeriale 31 agosto 1933, include l'intero territorio dei comuni di Barbaresco, Neive, Treiso e la parte della frazione San Rocco. Sebbene Barbaresco fosse conosciuta per la qualit√† delle sue uve Nebbiolo, spesso vendute a produttori di Barolo, la data riconosciuta di nascita del vino Barbaresco √® il 1894, quando la Cantina Sociale di Barbaresco fu fondata. Un ruolo fondamentale fu quello del generale Paolo Francesco Staglieno, responsabile della prima versione del vino da uve Nebbiolo