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PELISSERO RACCONTA: IL NEBBIOLO

Il Nebbiolo è il vitigno più caratteristico del Piemonte: è un’uva a bacca nera, che da vita alla maggior parte dei vini iconici piemontesi, come il Barbaresco ed il Barolo.
I vini che si ottengono da questa uva sono di colori tenui ma con una struttura poderosa e con un potenziale di invecchiamento incredibile.

ORIGINE DEL NOME

Si pensa che il nome Nebbiolo derivi dalla parola “nebbia” e le motivazioni potrebbero essere due: il riferimento alla pruina, la polverina bianca che ricopre gli acini, oppure al tempo di vendemmia, che solitamente avviene ad Ottobre inoltrato, quando le colline iniziano ad essere avvolte dalla nebbia mattutina.
Il Nebbiolo era già conosciuto in epoca romana, e la sua fama spicca il volo poi nel periodo medioevale dove era conosciuto come un vino poderoso, fino alla sua definitiva consacrazione ottenuta attraverso l’enologo francese Louis Oudart, che sotto la spinta del Conte Camillo Benso di Cavour, lo trasforma rendendolo quello che noi oggi conosciamo come il re dei vini, il Barolo.

DOVE SI PRODUCE?

Il Nebbiolo è prodotto principalmente in Piemonte, dove trova la sua maggiore concentrazione nella zona di produzione di Barolo e Barbaresco. Nei dintorni di Alba viene denominato Nebbiolo d’Alba o Langhe Nebbiolo, mentre al di la del fiume Tanaro, viene prodotto il Roero (composto dal 95% di uve Nebbiolo).

Altre zone dove possiamo trovare questa uva sono: nord del Piemonte, zona Vercelli-Novara, dove prende il nome di Gattinara o Ghemme, in Lombardia nell’area di Sondrio dove viene denominato Chiavennasca e utilizzato per la produzione del Vino Rosso di Valtellina o Valtellina superiore. Il Nebbiolo, in minima quantità, si è spostato addirittura oltreoceano arrivando negli Stati Uniti, Australia e Messico.

CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE:

Il Nebbiolo è molto versatile: può subire appassimento per dare vita a vini passiti (es. lo Sforzato di Valtellina) oppure vinificato tramite il Metodo Classico diventando un estroso rosé.
E’ conosciuto principalmente però come vino fermo, dalla struttura corposa, seducente e raffinata.

    • COLORE: si presenta di colore rubino, mediamente intenso, con riflessi arancio/granati. La trasparenza è data dalle bucce, povere di antociani  (sostanze coloranti).
    • AROMA: al naso è fine, persistente, con note floreali e fruttate (frutta rossa come ciliegie, fragoline) con un seguito di note balsamiche. Molto importanti i sentori terziari come il tabacco, la pelle, il cuoio, tartufo che possiamo trovare in Nebbioli un pochino più invecchiati.
    • GUSTO: al palato si percepiscono tannini presenti e avvolgenti, che con il processo di invecchiamento tenderanno ad ammorbidirsi. Acidità equilibrata, volume alcolico medio/alto.

CENNI AMPELOGRAFICI:

Il Nebbiolo ha una variabilità fenotipica molto estesa, ed è per questa ragione che assume denominazioni differenti a seconda di dove è messo a dimora.

La foglia è molto riconoscibile: ha una forma orbicolare, o pentagonale, di media grandezza e trilobata (con tre punte). Il grappolo solitamente è medio-grande, di forma piramidale e con un’ala allungata (le ali sono le parti superiori dei grappoli) .
L’acino è rotondo, coperto da pruina (sostanza cerosa che viene prodotta come protezione dalle cellule superficiali di piante e frutti) e di colore violaceo scuro. La polpa è semi trasparente con 2-3 vinaccioli (semini) per acino.

 

ABBINAMENTI GASTRONOMICI:

I tannini presenti nel Nebbiolo, lo rendono decisamente affascinante, ma se non supportato dall’adeguato abbinamento, si rischia di incappare in fastidiose astringenze. Il cibo deve quindi avere una buona struttura, possibilmente umido o accompagnato da salse che levigano il palato, in modo da controbilanciare le sporgenze tipiche.

Quindi largo alla cucina tipica: possiamo spaziare dall’antipasto con taglieri di salumi e formaggi e carne cruda, per proseguire con Tajarin al Tartufo, al ragù, paste ripiene e polenta.
Quando il nebbiolo acquisisce un po’ di esperienza, possiamo spostarci sulle carni con tagliate, ma anche bolliti, stracotti e selvaggina.

Qui potete leggere la scheda tecnica del nostro Langhe Nebbiolo.

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